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Mobil
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La mwbqMobil, in precedenza mwbgSocony-Vacuum Oil Company, anche conosciuta come mwbwMobil Oil, è stata una mwcasocietà petrolifera mwcqstatunitense, nata nel mwcg1911 e oggi parte del gruppo mwcwExxonMobil, dopo la fusione con la mwdaExxon avvenuta nel mwdq1999.
Contents
• Storia
• Note
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Storia
La Standard Oil e la nascita del marchio
Nel 1882 nacque il mwegtrust mwewStandard Oil Company, che unì le varie società petrolifere di mwfqRockefeller, tra cui la neonatacite-ref-2-1-0[1] mwggStandard Oil of New York (mwgwSocony) e la mwhaVacuum Oil Companycite-ref-0-2-0[2] (quest'ultima fondata il 4 ottobre 1866 da Matthew Ewing e Hiram Bond Everest e acquistata dalla mwigStandard Oil nel 1879cite-ref-2-1-1[1])cite-ref-1-3-0[3].
Nel 1886 fu aperto il primo ufficio all'estero, a mwlaLiverpool, ad opera della mwlqVacuum, seguito poi da altre sedi in vari paesi, sia da parte della mwlgVacuum (che arrivò anche in mwlwItalia nel 1901cite-ref-33-4-0[4]) che della mwnaSocony (quest'ultima impiegata in particolare nel mercato mwnqcinese)cite-ref-3-5-0[5].
Il marchio "mwqaMobiloil" fu utilizzato per la prima volta nel 1899 dalla mwqqVacuum nel mwqgRegno Unito e fu ufficialmente registrato negli Stati Uniti il 27 gennaio 1920cite-ref-0-2-1[2]cite-ref-32-6-0[6]; sempre la mwswVacuum, dal 1904, adottò anche il marchio "mwtaGargoyle" per i suoi mwtqlubrificanticite-ref-0-2-2[2]. Il marchio mwugSocony fu adottato dall'omonima società nel 1908cite-ref-0-2-3[2].
Dopo lo scioglimento della mwxgStandard Oil Company nel 1911, le varie società del gruppo divennero indipendenti.
Nel 1918cite-ref-3-5-1[5] la mwzqSocony comprò una quota del 45% della mwzgMagnolia Petroleum Co., una società di mwaaraffinazione e distribuzione di petrolio, interamente acquistata nel 1925cite-ref-3-5-2[5]. Negli anni successivi furono inoltre inglobate altre aziende dello stesso settore.cite-ref-3-5-3[5]
Negli stessi anni, anche la mwcgVacuum si rafforzava nell'ambito della raffinazione e commercializzazione dei derivati del petrolio, con l'assorbimento di varie società e reti di mwcwstazioni di servizio.cite-ref-3-5-4[5]
Dalla Socony-Vacuum alla Mobil
Nel 1933, e fino al 1960cite-ref-42-10-0[10], la mwnaSocony-Vacuum si unì alla mwnqJersey Standard (la futura Exxon, anch'essa derivante dalla vecchia mwnwStandard Oil) per gestire unitamente le attività in oriente, formando la mwoaStanvac (o mwoqStandard-Vacuum),cite-ref-11[11] che operava in 50 paesi, dall'mwpgAfrica orientale alla mwpwNuova Zelanda.
il 15 giugno 1934 fu ufficialmente registrato anche il marchio "Mobil".cite-ref-32-6-1[6]
Nel corso del decennio la compagnia si espanse anche in Europa, con l'apertura di raffinerie a mwrgGravenchon, in mwrwFrancia, e a mwsaNapoli in Italia.cite-ref-3-5-6[5]
Nel 1940, le pratiche di acquisto di benzina da parte della compagnia portarono a una vertenza legale: la mwtgSocony-Vacuum fu infatti accusata di avere organizzato un cartello con le compagnie da cui acquistava petrolio, conservando l'eccedenza in serbatoi per limitare l'offerta di petrolio disponibile sul mercato e mantenere artificialmente alto il prezzo del greggio. Tale pratica fu ritenuta illegale in base allo mwtwSherman Act.
Durante la mwuqSeconda guerra mondiale la compagnia si classificò 86ª tra le società statunitensi nel valore dei contratti di produzione bellica; il 29 aprile 1942, la sua mwugpetroliera mwuwMobiloil fu affondata da un mwvaU-Boot mwvqtedesco, fortunatamente senza causare vittime tra l'equipaggio.cite-ref-12[12] Dopo quell'episodio, nel corso del conflitto la compagnia perse un totale di 32 navi e oltre 400 uomini, oltre a subire ingenti danni alle raffinerie europee, che furono però ricostruite e ampliate dopo il conflitto.cite-ref-4-13-0[13]
Negli anni '50 la compagnia commercializzava, oltre a carburanti, lubrificanti e affini, anche mwxwbatterie per autocite-ref-14[14].
Nel 1955 la compagnia cambiò nome in "mwzqSocony Mobil Oil Company"; nel 1966 il gruppo venne nuovamente ribattezzato mwzwMobil Oil Corporation. Nel 1959 la compagnia riunì varie società controllate, tra cui la mw0qMagnolia e la mw0gGeneral Petroleum,cite-ref-4-13-1[13] nella nuova divisione mw1wMobil Oil Company,cite-ref-0-2-5[2] a cui si aggiunsero poi altre divisioni come quella mw3achimica.cite-ref-4-13-2[13] In questi anni, l'azienda si occupava principalmente di mw4qalcheni e mw4gcomposti aromatici, mw4wglicole etilenico e mw5apolietilene. Produceva inoltre lubrificanti sintetici e additivi, pellicole di mw5qpropilene per confezioni e mw5gcatalizzatori.
Degno di nota era anche l'impegno della compagnia in numerose mw6acompetizioni automobilistiche ufficiali o organizzate dalla stessa società, come la mw6qMobil Economy Run.
Nel 1962 terminò la partnership con la mw8gJersey Standard nella mw8wStanvac e le attività vennero spartite tra le due società.
Dalla seconda metà del '900 alla fusione con Exxon
A metà degli anni '60 la mw9gMobil avviò una campagna di rinnovamento e uniformazione dei propri impianti in tutto il mondo, con la diffusione delle note stazioni di servizio tonde progettate da mw9wEliot Noyescite-ref-16[16]cite-ref-17[17] e rinnovando il proprio logo introducendo quello attuale, realizzato nel 1964 da Chermayeff & Geismar.cite-ref-12-18-0[18] Nel 1962, lo storico marchio di mwaqubenzina "Mobilgas" fu sostituito dal più semplice "Mobil" (Regular e mwaqyPremium), e lo stesso avvenne con il termine "Mobiloil" negli anni '70, anche per via del lancio del nuovo lubrificante mwaqcsintetico "Mobil 1" nel 1974 negli Stati Uniticite-ref-19[19], e successivamente negli altri paesicite-ref-2-1-2[1]cite-ref-20[20]; a fine 1976 fu lanciato in mwarqFrancia, nel marzo 1977 in mwaruItalia, e nel 1977-78 in mwaryOlanda, mwarcGermania, mwargAustria, mwarkGrecia e mwaroGiappone.cite-ref-21[21]
Negli anni '70 la Mobil assorbì la rete italiana della compagnia mwasaAral.
Nel corso degli anni '70, la compagnia investì oltre un miliardo di dollari per la scoperta di nuovi giacimenti nel mwasiGolfo del Messico, aumentando inoltre le attività di ricerca in varie parti del mondo.cite-ref-5-22-0[22]
Nel decennio successivo, a causa della crisi globale del mercato petrolifero, la compagnia cercò di diminuire i costi, riducendo l'attività di ricerca e abbandonando alcuni mercati, disinvestendo attività per oltre 4 miliardi di dollari tra il 1980 e il 1986.cite-ref-5-22-1[22]
Nel 1987 la compagnia vendette quasi tutte le sue stazioni nella mwauuPennsylvania occidentale (inclusa mwauyPittsburgh) alla mwaucmwaugStandard Oil of Ohio (da poco acquisita dalla mwaukBP) e rescisse i contratti con il resto degli impianti della zona, ritirando il marchio mwausMobil dall'area, dove ricomparve solamente nel 2016cite-ref-24[24].
Nel 1999 la mwaveMobil si fuse con la mwaviExxon, formando la mwavmmwavqExxonMobil.cite-ref-0-2-6[2] I marchi e il nome Mobil sono tuttora utilizzati dal gruppo.
Note
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Collegamenti esterni
• citerefbritannica-com(EN) Mobil Corporation, su Enciclopedia Britannica, Encyclopædia Britannica, Inc.